La mia “Photo Gallery” (Aspettando il mio ciclo-viaggio…) :P

22 05 2013

Un mosaico di casa mia e dei miei settimanali ciclo-vagabondaggi ;)

macchina-fotografica

 

 

Cliccate su PHOTO GALLERY !!

 

 

Ah…Vi terrò informati sul mio viaggio in bicicletta di fine estate (meta, partenza, ecc), di cui vi avevo accennato nel vecchio post La bicicletta: Un ritorno al futuro!

Aggiornamenti di foto, video e ciclo-racconti, chilometro per chilometro!!!

…Quindi… RIMANETE COLLEGATI!

Peace! ;)





E via

10 05 2013
"Pioggia a Bombay" (Attimi) - Carla Bruttini

“Pioggia a Bombay” (Attimi) – Carla Bruttini

Cercavo ombrelli,

una capanna

per quest’anima bagnata

dalla pioggia dei distratti,

scarica.

Scorreva pigra la mia vita

lentamente

subivo la mia esistenza

mentre luglio moriva,

tu già non c’eri più,

all’improvviso

più niente,

ed io

che confidavo in un demente

me stesso,

non rispondeva,

vacillavo inesistente.

Sopravvivevo tra i disastri,

nutriti dai miei dubbi,

insistente

soffocavo tra gli istanti

malvissuti addormentati

sbiaditi

spenti,

cercavo appigli tra i perdenti.

Ma oggi come nuovo

oggi non scappo

skippo

e vado avanti,

solco il mare dei rimpianti,

prendo la mira

e mino la struttura dei miei sbagli

per essere felice finalmente,

per riprendermi quegli anni,

per riprendermi dai danni.

Ho una dispensa ultraterrena

per cibarmi del divino,

per essere vivente,

ciononostante

dal mio io mantengo sempre le distanze.

Nuoto sveglio tra gli errori

a denti stretti

stringo le redini

e cavalco

lo tsunami degli eventi.

E via.





Noi: Pazienti impazienti

2 05 2013

562629_10151565890762223_1303319667_nQuesta mi è piaciuta molto come vignetta e volevo condividerla con voi. Ecco cosa dovrebbe rispondere un medico competente ai suoi pazienti, nella maggior parte dei casi, invece di limitarsi a indossare un supponente camice bianco, uno stetoscopio al collo, degli occhiali da intellettuale e parole spesso indecifrabili, impronunciabili, scritte male, dette a caso, che ci fanno capire più che altro chi dei due “ha il controllo della nostra situazione”.

Allontaniamoci un po’ dagli stereotipi e ragioniamo tornando all’essenza di tutto, come per qualsiasi problema della nostra vita. Fermiamoci e ragioniamo su noi stessi, partendo dal fatto che noi ci conosciamo meglio di chiunque altro: Noi siamo in grado di conoscere per primi i nostri sintomi, le reazioni poiché le viviamo in prima persona, i disturbi psichici e fisici poiché li percepiamo direttamente. Noi siamo in grado di sapere cosa succede e che cosa è successo in passato nella nostra vita, sappiamo come e cosa mangiamo, come ci comportiamo in rapporto con ciò che ci circonda. Nessun altro meglio di noi è in grado di conoscere i minimi particolari del nostro stile di vita. Tutto il resto sono solo consigli e supposizioni di qualcuno che sicuramente ha studiato e che può fornirci dei diversi punti di vista ma che per noi non ha l’esclusiva come ci piace pensare e come il più delle volte ci vuole far credere. Il medico a volte è una persona che sembra volerci davvero bene, spesso più di quanto ce ne vogliamo noi purtroppo, ma che finisce sempre per riempirci di farmaci molto pericolosi, sostanze che magari momentaneamente eliminano un dolore ma che strisciano di soppiatto provocando danni spesso ben più gravi di quelli a cui stiamo cercando di rimediare.

Io non vorrei passare per un presuntuoso e giudicare soltanto i medici, anzi rimprovero prima di tutto noi: I pazienti. In particolare quelli che spesso soffrono di malattie inesistenti e di gravi disturbi psicosomatici, che cercano di contrastare il problema alleviando il dolore senza effettuare una ricerca personale approfondita direttamente alla radice del problema stesso.

Perché questo?

Il perché è sempre lo stesso, se ci fate caso, quello che salta fuori anche nella maggior parte dei miei post precedenti: IL TEMPO.

È sempre e solo una questione di tempo, vi rendete conto? Stiamo qui a dare sempre la colpa al tempo: “Lo farei, ma chi ha tempo?”, “non ho tempo di aspettare”, “leggerei di più se avessi tempo per me stesso/a”… – Quante di queste stupide frasi fatte ripetiamo ogni giorno? Vorremmo che tutto si risolvesse in un attimo perché siamo ingranaggi arrugginiti di un sistema che ha fretta di salire, di andare senza sapere dove e perché. È un sistema che ci vuole complici e di cui, se non riusciamo a prenderci del tempo per osservare, diventiamo schiavi, inconsapevolmente.

Vorremmo che quel dolore scomparisse in un attimo, senza pensare per quanti anni ci siamo riempiti la testa e il corpo di disagi dovuti allo stile di vita che abbiamo scelto consapevolmente o meno. E così pretendiamo che tutto scompaia immediatamente come per magia e che il fisico non ne risenta. Ricordatevi che tutto si paga prima o poi. E non parlo di soldi ma di qualcosa di più importante: La salute.

Internet oggi è una fonte di informazioni molto importante, intuitiva e veloce, che in un attimo ci permette di effettuare una ricerca che magari non ci darà l’immediata soluzione al problema, ma che per lo meno ci da la possibilità di raggiungere verità che spesso e volentieri la tv, le riviste e in primis, le case farmaceutiche tendono a nascondere per esigenze di mercato e di profitto personale.

Il mio è un semplice cartello d’avvertimento, sia chiaro, non ho la presunzione, la capacità né l’intenzione di portarvi la verità sulla vita. Io sono il primo ad aver sbagliato in passato e come essere umano fatto di sbagli e di virtù, ritengo sia necessario rendermi utile a chi vorrebbe iniziare a cambiare rotta nella propria vita e magari sente di avere ancora qualche piccola perplessità iniziale e il timore di cambiarla. Io c’ero! :) E perciò vi porto l’esempio di un percorso di vita come tanti: il mio. Certamente ogni vita ha un percorso e una storia a sé e quello che dico e faccio io non vale per tutti. Sono anche consapevole che esistono malattie particolari e difficili da superare in “quattro righe” come queste, però il concetto di partenza non cambia. Per la vita di chiunque sono importanti la curiosità e la ricerca personale. Per esempio esiste una medicina non tradizionale, senza controindicazioni, naturale che chiaramente non è così immediata come quella tradizionale, né semplice da capire, si tratta di una diversa concezione di vita, di tutto un altro mondo ma che vale la pena di visitare. È anche chiaro che in certi casi più particolari è sempre meglio sentire il parere di un esperto in materia. Io sono a favore di una certa categoria di medici, studiosi e ricercatori che svolgono bene il loro lavoro e si impegnano per migliorare e lasciare un buon esempio nel loro campo. Sono invece contro quella categoria di medici che si limitano a seguire il copione e giocano con le nostre vite confidando nel nostro pressapochismo. Tenerci a dovuta distanza da un certo tipo di “tradizione” è fondamentale e oggi abbiamo la fortuna di disporre di mezzi di informazione alternativi molto efficaci. È vecchio ma sempre attuale il detto “chi cerca trova”. Gli ignoranti che sguazzano in acque sconosciute sono sempre un potenziale bocconcino prelibato per i predatori.

Quindi, non ci sono scuse, il tempo lo si trova se ci si ama, oppure, rimandate tutto alla prossima vita e allora……..auguri! ;)

Meditate, gente.





Malati di “tifo”

24 04 2013

In questo paese…sì lo so, magari in tutto il mondo, non solo qui, ok….ma io parlo per quel che vedo qui, nel mio paese, l’Italia…C’è una grande grande voglia di tifare qui. In ogni campo c’è questa tremenda forza che ci attira verso una bandiera…un simbolo…un logo…verso una persona che sta dietro a una bandiera…dietro a un simbolo…dietro a un logo.

E noi cosa facciamo (invece di mandarli a fanculo)? Tifiamo per lui o per quel marchio, che portano con sé la forza capace di trascinare un’intera schiera di (deboli) capre (di cui ci piace far parte per non sentirci soli) che trovano una direzione in quel contesto che scambiano per una verità importante, per sentirsi meglio parte, di quella verità, di quella storia…una storia che comprende tante persone in cui riconoscersi e con cui condividere un nulla…un vuoto riempito con slogan e immagini di cui ci sentiamo parte, che crediamo siano ideali e che facciamo nostre.

Tifiamo per una squadra sportiva (che spesso di sportivo ha ben poco), che nella nostra mente trasformiamo in una divinità, in qualcosa di sacro a cui dovere qualcosa. Una droga, una medicina che arriva la domenica (e infrasettimanalmente…) e che casca a fagiuolo contro i disturbi quotidiani derivanti dalla routine da cui non riusciamo a scappare.

Tifiamo per un dio, un guru da seguire, che non ci conosce ma che noi crediamo di conoscere bene perché conosciamo la sua parola scritta. Noi “parliamo” con “lui”, poiché non è altro che l’equivalente del nostro amico invisibile che più di qualcuno di noi aveva da bambino.

Noi tifiamo per una compagine politica, un partito che riassume le idee che noi abbiamo (o diciamo di avere) in testa! Ideali seri da urlare come allo stadio quando tifiamo per la nostra squadra del cuore! E da questo tipo di tifo però dipendono questioni importanti, che trascuriamo per divertirci sventolando una bandiera.

Tifiamo per una firma famosa da portare addosso come se ci appartenesse (ma siamo noi in realtà che apparteniamo a lei)…come se quel nome sull’etichetta fosse il nostro…come se noi fossimo quel capo d’abbigliamento. E investiamo pure dei soldi in quella firma perché ci fa sentire parte di un certo gruppo di persone che pensano che basti avere addosso l’etichetta giusta per essere “ben vestiti”…e non solo, possiamo anche interagire senza imbarazzo con un élite e sentirci importanti nonostante la nostra vita privata sia ricca di incertezze e nostro figlio si droghi!

Tifare, tifare e tifare! A forza di tifare non sappiamo più chi siamo…sappiamo solo urlare! Spendiamo una vita intera a tifare per qualcuno continuando a mettere il nostro vero io in secondo piano. Facciamo il possibile per evitare di capire chi siamo, per non vedere cosa c’è dentro di noi poiché è un viaggio che ci spaventa. Non ci chiediamo mai “chi siamo”, ci limitiamo ad urlare ciò che abbiamo deciso di essere ma che in realtà non siamo. È più comodo, no? …credere che sia sufficiente scegliere la “squadra” che più ci piace e decidere di farne parte…

Non sappiamo far altro che dividerci. Le guerre (grandi e piccole) nascono proprio da semplici sciocchezze come queste. Da piccolezze che riguardano sempre il nostro essere interiore.

Svegliamoci quindi! E troviamo il coraggio di cercare. Di andare più in là, di andare oltre, usando l’immaginazione e il cuore…e non la testa “da bar”. Se non lo fate ci rimettete soltanto voi, perché nulla vi salverà dal faccia a faccia con voi stessi. Quello è il peggior confronto da temere se non cercherete di affrontarlo prima che lo faccia lui con voi, quando meno ve l’aspetterete…La morte per tifo non è nulla a confronto.





I 10 comandamenti per una vita più sincera e felice

17 04 2013

penna e calamaio

1 – Spegnete la tv

2 – Fate l’amore

3 – Parlate con gli amici

4 – Amate chi suona

5 – Scrivete poesie

6 – Guardate il cielo

7 – Camminate nei boschi

8 – Spegnete i cellulari

9 – Comprate i dischi

10- Perdete tempo





1 04 2013

cormons_stemma_grandeHo capito che chi non mi conosce e si ostina a cercarmi tra i confini di una mappa

corre sempre il rischio di viaggiare a vuoto.

Chi mi conosce davvero e non tenta di localizzarmi sa che nell’albergo del mio cuore,

un posto per la notte lo troverà sempre





Notte

29 03 2013
"Notte stellata ad Arles" - Vincent Van Gogh

“Notte stellata ad Arles” – Vincent Van Gogh

Buonanotte mondo

ma questa è solo tua

che si merita il tuo corpo

il tuo respiro

mentre l’anima non giace

come il mondo che non cessa mai di esistere

come il sole che non smette mai di assistere

mentre ogni suono artificiale tace

come tutto ciò che è vero e che non finge

come te

Insistere








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