Questa mi è piaciuta molto come vignetta e volevo condividerla con voi. Ecco cosa dovrebbe rispondere un medico competente ai suoi pazienti, nella maggior parte dei casi, invece di limitarsi a indossare un supponente camice bianco, uno stetoscopio al collo, degli occhiali da intellettuale e parole spesso indecifrabili, impronunciabili, scritte male, dette a caso, che ci fanno capire più che altro chi dei due “ha il controllo della nostra situazione”.
Allontaniamoci un po’ dagli stereotipi e ragioniamo tornando all’essenza di tutto, come per qualsiasi problema della nostra vita. Fermiamoci e ragioniamo su noi stessi, partendo dal fatto che noi ci conosciamo meglio di chiunque altro: Noi siamo in grado di conoscere per primi i nostri sintomi, le reazioni poiché le viviamo in prima persona, i disturbi psichici e fisici poiché li percepiamo direttamente. Noi siamo in grado di sapere cosa succede e che cosa è successo in passato nella nostra vita, sappiamo come e cosa mangiamo, come ci comportiamo in rapporto con ciò che ci circonda. Nessun altro meglio di noi è in grado di conoscere i minimi particolari del nostro stile di vita. Tutto il resto sono solo consigli e supposizioni di qualcuno che sicuramente ha studiato e che può fornirci dei diversi punti di vista ma che per noi non ha l’esclusiva come ci piace pensare e come il più delle volte ci vuole far credere. Il medico a volte è una persona che sembra volerci davvero bene, spesso più di quanto ce ne vogliamo noi purtroppo, ma che finisce sempre per riempirci di farmaci molto pericolosi, sostanze che magari momentaneamente eliminano un dolore ma che strisciano di soppiatto provocando danni spesso ben più gravi di quelli a cui stiamo cercando di rimediare.
Io non vorrei passare per un presuntuoso e giudicare soltanto i medici, anzi rimprovero prima di tutto noi: I pazienti. In particolare quelli che spesso soffrono di malattie inesistenti e di gravi disturbi psicosomatici, che cercano di contrastare il problema alleviando il dolore senza effettuare una ricerca personale approfondita direttamente alla radice del problema stesso.
Perché questo?
Il perché è sempre lo stesso, se ci fate caso, quello che salta fuori anche nella maggior parte dei miei post precedenti: IL TEMPO.
È sempre e solo una questione di tempo, vi rendete conto? Stiamo qui a dare sempre la colpa al tempo: “Lo farei, ma chi ha tempo?”, “non ho tempo di aspettare”, “leggerei di più se avessi tempo per me stesso/a”… – Quante di queste stupide frasi fatte ripetiamo ogni giorno? Vorremmo che tutto si risolvesse in un attimo perché siamo ingranaggi arrugginiti di un sistema che ha fretta di salire, di andare senza sapere dove e perché. È un sistema che ci vuole complici e di cui, se non riusciamo a prenderci del tempo per osservare, diventiamo schiavi, inconsapevolmente.
Vorremmo che quel dolore scomparisse in un attimo, senza pensare per quanti anni ci siamo riempiti la testa e il corpo di disagi dovuti allo stile di vita che abbiamo scelto consapevolmente o meno. E così pretendiamo che tutto scompaia immediatamente come per magia e che il fisico non ne risenta. Ricordatevi che tutto si paga prima o poi. E non parlo di soldi ma di qualcosa di più importante: La salute.
Internet oggi è una fonte di informazioni molto importante, intuitiva e veloce, che in un attimo ci permette di effettuare una ricerca che magari non ci darà l’immediata soluzione al problema, ma che per lo meno ci da la possibilità di raggiungere verità che spesso e volentieri la tv, le riviste e in primis, le case farmaceutiche tendono a nascondere per esigenze di mercato e di profitto personale.
Il mio è un semplice cartello d’avvertimento, sia chiaro, non ho la presunzione, la capacità né l’intenzione di portarvi la verità sulla vita. Io sono il primo ad aver sbagliato in passato e come essere umano fatto di sbagli e di virtù, ritengo sia necessario rendermi utile a chi vorrebbe iniziare a cambiare rotta nella propria vita e magari sente di avere ancora qualche piccola perplessità iniziale e il timore di cambiarla. Io c’ero!
E perciò vi porto l’esempio di un percorso di vita come tanti: il mio. Certamente ogni vita ha un percorso e una storia a sé e quello che dico e faccio io non vale per tutti. Sono anche consapevole che esistono malattie particolari e difficili da superare in “quattro righe” come queste, però il concetto di partenza non cambia. Per la vita di chiunque sono importanti la curiosità e la ricerca personale. Per esempio esiste una medicina non tradizionale, senza controindicazioni, naturale che chiaramente non è così immediata come quella tradizionale, né semplice da capire, si tratta di una diversa concezione di vita, di tutto un altro mondo ma che vale la pena di visitare. È anche chiaro che in certi casi più particolari è sempre meglio sentire il parere di un esperto in materia. Io sono a favore di una certa categoria di medici, studiosi e ricercatori che svolgono bene il loro lavoro e si impegnano per migliorare e lasciare un buon esempio nel loro campo. Sono invece contro quella categoria di medici che si limitano a seguire il copione e giocano con le nostre vite confidando nel nostro pressapochismo. Tenerci a dovuta distanza da un certo tipo di “tradizione” è fondamentale e oggi abbiamo la fortuna di disporre di mezzi di informazione alternativi molto efficaci. È vecchio ma sempre attuale il detto “chi cerca trova”. Gli ignoranti che sguazzano in acque sconosciute sono sempre un potenziale bocconcino prelibato per i predatori.
Quindi, non ci sono scuse, il tempo lo si trova se ci si ama, oppure, rimandate tutto alla prossima vita e allora……..auguri!
Meditate, gente.
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